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23 mar 2020

Let's share: Una brava ragazza - Mary Kubica

Buongiorno miei adorati lettori! 💓
Oggi per me una giornata all'insegna della calma e delle quindicimila cosa da fare che puntualmente sto rimandando.Tipo studiare.Ma tralasciamo, spero che la vostra giornata all'insegna del "#iorestoacasa" sia un po' più produttiva della mia.
Visto che siamo in tema.. voi come combattete la noia? Avete qualche consiglio per me?




Un post un po' più leggero oggi e che spero, soprattutto, porti anche voi a condividere con me alcuni stralci delle vostre passate/attuali/future letture.

Oggi qui con me c'è: Una brava ragazza - Mary KubicaL'ho iniziato ieri in quanto sto finendo Tutte le volte che ho scritto ti amo (di cui spero di parlarvi al più presto).

L'infermiera l'aveva chiamata di nuovo e l'aveva guardata negli occhi perchè la conosceva già. James aveva ripetuto diverse volte il suo nome, cercando di tirarla per un braccio, e le aveva urlato in faccia per ricondurla alla disciplina, come solo lui sa fare. Le aveva ricordato ancora una volta che era il suo turno. Mia mi dice: "La madre ha chiamato Owen , io gli accarezzavo i riccioli, non so chi fosse più atterrito, se lei o papà, ma al bambino quel gesto piaceva, perchè mi aveva sorriso e io l'avevo ricambiato. Poi ho rimesso le due macchinine nelle sue mani e mi sono alzata dalla sedia". Mi racconta che James aveva emesso un sospiro di sollievo: "Finalmente, è ora". Ma non era ora. Mia aveva preso il suo giaccone e gli aveva sussurrato "Non posso farlo". (p. 232)



6 ott 2019

Let's share: cosa sto leggendo




Buongiorno a tutti e soprattutto buona domenica!
Non sembra ma già siamo ad ottobre... un po' mi spaventa, tra poco è già Natale, già sento Jingle Bells in lontananza. Sto vaneggiando.

Ultimamente sto leggendo: Piccole Donne - Louisa May Alcott
e
Ora dimmi di te. Lettera a Matilda - Andrea Camilleri

Ma vi porterò un piccolo estratto solo del secondo libro che vi ho citato, per cui ora aprirò il libro in una pagina a caso e...




"Per circa vent'anni ho lavorato senza mai risparmiarmi, facevo regie in teatro, in televisione, alla radio, insegnavo, scrivevo articoli per riviste e giornali specializzati; tutto questo lavoro però aveva un risvolto negativo, quello che non riuscivo a stare vicino alle mie figlie che intanto crescevano. Stavo troppo tempo fuori casa: l'esempio più lampante è datto dallo svolgimento del tema "Mio padre", fatto da tua nonna Andreina che allora andava alle elementari. "Mio padre quando torna a casa litiga con mia madre. Poi si chiude nello studio e legge copioni. La sera esce e torna il giorno dopo. Qualche volta sa fare andare la lavatrice." A mia difesa dirò che proprio in quel tempo Rosetta e io vivevamo felici in pieno accordo, quindi quelle che Andreina credeva litigi erano normalissime discussioni familiari." (pag. 61)




Ora dimmi di te. Lettera a Matilda è una lettera che l'autore, Andrea Camilleri, ha voluto scrivere alla pronipote dopo aver pensato che non avrebbe voluto che qualcun altro le raccontasse di lui, se non lui stesso. Il libro infatti racconta i momenti più importanti e segnanti nella vita dell'autore in una lettera dal gusto tenero che viaggia tra due generazioni.

















13 ago 2017

Let's share: what I'm reading now

Buongiorno a tutti, miei adoratissimi lettori ^^
Buone notizie!
Sto cercando di rimettermi al passo con tutte le recensioni che devo fare, quindi ora comincerò a leggere tutti i libri inviati dagli autori in modo da non farli attendere tantissimo come già fanno.
Oggi però un post più leggero.



Un estratto del libro che ora è nel mio comodino:
Il cuore di tutte le cose - Elizabeth Gilbert

"Nello stanzino, quella sera, quando ti ho trovato in biblioteca. Quando ci siamo seduti insieme, in silenzio. Io ti ho chiesto, senza parlare: "Accetti questo da me?", e tu hai detto: "Sì". Ti ho sentito dire sì. Ho percepito la tua risposta! Non negarlo, Alma. Tu hai sentito la mia domanda, attraverso il divario tra noi, e hai acconsentito! Non è vero, forse?"
La fissava con il panico negli occhi. Adesso toccava a lei stare muta per lo sbalordimento. "E anche tu mi hai fatto una domanda" proseguì Ambrose. "Mi hai chiesto, in silenzio, se era questo che volevo da te. E io ti ho detto sì, Alma! Sono convinto addirittura di averlo detto a voce alta! Non avrei potuto rispondere con più chiarezza, tu mi hai sentito benissimo!"
Alma tornò con la mente a quella notte nella legatoria, alla silenziosa detonazione del piacere sessuale, alla sensazione che la domanda di lui scorresse dentro di lei, e la propria in lui. Che cosa aveva sentito? Lo aveva sentito chiedere, chiaro come la campana di una chiesa: "Accetti questo da me?". Certo che aveva detto di sì.
(pag.353)

22 gen 2017

Let's share: what i'm reading now


Buongiorno e buona domenica a tutti!^^
In questa giornata tranquilla e fredda ho cominciato a pentirmi di star trascurando il blog. Per questo ho deciso di fare una piccola modifica ad una rubrica che ogni tanto aggiorno.



Ho deciso che anziché mettere insieme tre estratti sarebbe stato mettere, ogni tanto, uno dei tre. (ciò che ho letto, ciò che sto leggendo e ciò che leggerò)
Che ne pensate? Era meglio prima?
Non so, forse perchè io non adoro i post troppo lunghi..

Comuuuuunque.
L'estratto che vi proporrò oggi è tratto dal libro di Valentina D'Urbano - Il rumore dei tuoi passi

Si allontanò di qualche passo, respirò a fondo e tornò ad avvicinarsi. Godevo nello sfidare il suo autocontrollo, volevo vedere dov'era il punto di rottura, non mi interessava quanto e in che modo la cosa lo facesse soffrire.  
"Sei una vacca, fai schifo. Sei stata capace di farlo pure con quel ritardato di Karma". Sorrisi felice, finalmente potevo dirglielo. 
"Ma quello non era Karma. Era il suo gemello." 
Vidi i suoi occhi diventare più grandi, occupargli tutta la faccia, e vidi anche le mani tremare. Aveva capito perchè fra tanta gente avevo scelto proprio quello lì. Perchè aveva un gemello, esattamente come me. Qualcosa di estremamente duro finì con violenza contro il mio zigomo e mi girò la faccia. Sentii un rumore rimbombarmi dentro, come una bottiglia che veniva stappata, e subito il sangue cominciò a scendermi dal naso. Non dissi niente, non fiatai. Non gli avrei dato nessuna soddisfazione. Mi girai lentamente a guardarlo. Non cercai nemmeno di fermare il sangue che scendeva, lasciai che continuasse a colarmi dal naso fin nella bocca e sul mento. Ogni volta che ci incontravamo finiva così, a botte e sangue. Non eravamo fatti per vivere nello stesso posto. 

 Che ve ne pare? Questa scena è nuova anche per me, è poco più avanti di dove sono io. Però devo ammettere che questo libro mi sta piacendo, ha del potenziale. E voi? Cosa state leggendo?


5 ago 2016

Let's share #4

Buongiorno e buon fine settimana a tutti, miei cari lettori ^^
Non siete stupiti anche voi? Sto riuscendo a pubblicare un giorno sì e uno no senza saltare nulla.
Mi vengono quasi i brividi.

Non so se qualcuno se ne sia accorto ma.. nella colonnina qui a destra è cambiato qualcosina.
Ho finalmente raggiunto la maggiore età da qualche giorno ♡ 
Non parlo spesso di me neanche qui sul blog però volevo rendervi partecipe di questo piccolo traguardo!
Bene.
Spero che ci sia ancora qualcuno che non è in vacanza, dai.
Oggi vi ripropongo la rubrica 'Let's share' dove si condividono tre estratti: 
- uno di un libro che hai già terminato
- uno di un libro che stai leggendo
- uno di un libro che leggerai in futuro.


6 apr 2016

Let's share #3

Buongiorno e buon mercoledì a tutti!
Essendo mercoledì, di norma, pubblico il WWW Wednesday ma oggi, siccome non è cambiato tanto dall'ultima volta, ho deciso di dedicarmi ad un post che è da tanto che non pubblico.


Oggi, infatti, vi lascerò tre estratti. Uno di un libro che ho già letto, uno  del libro che sto leggendo, uno di un libro che leggerò.
Potete fare lo stesso, sarebbe bellissimo. Magari anche solo uno se non avete voglia di cercare gli altri.

Partiamo con un libro che ho già letto.
(e amato, personalmente)


Uno, nessuno e centomila - Luigi Pirandello


E non sarà per voi, ogni atto ch'io compia, l'atto di uno di questi cinque? E potrà essere lo stesso, quest'atto, se i cinque sono differenti? Ciascuno di voi lo interpreterà, gli darà un senso e valore a seconda della realtà che m'ha data. Uno dirà: "Moscarda ha fatto questo." L'altro dirà: "Ma che, questo! Ha fatto ben altro!" E il terzo: "Per me ha fatto benissimo. Doveva fare così!" Il quarto: "Ma che così e così! Ha fatto malissimo. Doveva fare invece..." E il quinto: "Che doveva fare? Ma se non ha fatto niente!"                       E sarete capaci di azzuffarvi per ciò che Moscarda ha fatto e non ha fatto, per ciò che doveva o non doveva fare, senza voler capire che il Moscarda dell'uno non è il Moscarda dell'altro; credendo di parlare d'un Moscarda solo, che è proprio uno, sì, quello che vi sta davanti così e così, come voi lo vedete, come voi lo toccate; mentre parlate di cinque Moscarda; perchè anche gli altri quattro ne hanno uno davanti.

Ho letteralmente amato questo libro, ve lo consiglio. E' un libro che, seppur alle volte appaia leggermente lento, dà tantissimi spunti di riflessione.


Il libro che sto leggendo ora.
Cercando Alaska - John Green


Il nostro triplo appuntamento e mezzo partì abbastanza bene. Ero nella stanza di Alaska - che, tutta dedita alla missione di trovarmi una ragazza, aveva accettato di stirarmi una camicia verde - quando apparve Jake. Capelli biondi alle spalle, un'ombra di barba scura sulle guance e quella falsa aria da maschione selvaggio che può aprirti una carriera da fotomodello, Jake era in tutto e per tutto il bellone che potevi immaginare come fidanzato di Alaska. Lei gli saltò al collo e drappeggiò le gambe intorno alle sue ("Dio, fa che non succeda mai a me" pensai, "mi ribalterei all'indietro"). Avevo sentito Alaska parlare di baci, ma fino ad allora non l'avevo mai vista baciare davvero: mentre lui la teneva per la vita, lei si sporse in avanti, le labbra tumide dischiuse, la testa appena scostata, e inglobò la bocca di lui con tanta passione da farmi pensare che era meglio guardare altrove, ma non ci riuscii. Dopo un bel pezzo, si disincastrò da Jake e passò alle presentazioni.


Il libro che comincerò a breve.
Phoenix Operazione Parrott - Francesca Rossini


Lawson mise giù la cornetta del telefono, aveva parlato fino a quel momento con l’ambasciata, incredibile, quella civile sapeva il fatto suo, era sfuggita al suo rapitore soffocandolo con le manette, un colpo da manuale, inoltre aveva cercato aiuto senza rivelare il suo vero nome, aveva coraggio, non c’era nulla da dire, ora doveva avvisare subito Blue Shadow, dovevano tirarla fuori di lì. Ma altri grattacapi più grossi lo tormentavano. Quella mattina erano giunte notizie da oltre oceano che facevano drizzare i capelli: due suoi agenti trovati morti, incastrati. L’aveva chiamato all’alba un suo agente, gli aveva fatto ripetere due volte la notizia per quanto era stupefacente: un agente aveva ucciso un collega dell’MI6, non era riuscito a sapere il motivo, l’altro era stato trovato in possesso di un dispaccio che lo incaricava di uccidere una lista di uomini, tutti inglesi, ci poteva scommettere che la Thatcher avrebbe preso i suoi provvedimenti.


xxxxx
E questi sono i miei estratti? Voi non volete condividerne almeno uno?Su ^^ 
 
 
 
 
 


11 dic 2015

Let's share #2

Buongiorno/Buonanotte a tutti^^ Scrivo così perchè l'orario di pubblicazione, se guardate, non è proprio ''consono'' per un buongiorno.
Oggi, dopo svariati mesi ho deciso di riproporvi una rubrica che dovrebbe aiutarci a condividere le nostre letture.







Il primo frammento che vi mostrerò è di un libro già letto. Questo è: Will ti presento Will - John Green & David Levithan


Sto camminando lungo la strada verso l'auto quando vedo un sacchetto di plastica nera sul marciapiede, che svolazza al vento. Mano a mano. Lo lascio lì, pensando che probabilmente domani qualcuno ne sarà contento. Per la prima volta da un sacco di tempo guido senza musica. Non sono felice... non sono felice per Jane e Mister Randall Pallanuoto Facciadiverme IV, non sono felice perchè Tiny mi abbandoni senza neanche una telefonata, non sono felice della mia patente falsa non abbastanza falsa... ma nel buio di Lake Shore, con l'auto che si mangia tutti i rumori, c'è qualcosa nel torpore delle mie labbra dopo aver baciato Jane che voglio conservare, a cui mi voglio aggrappare, qualcosa che sembra puro, che sembra la pura verità.

Il secondo frammento è di un libro che ho sul comodino: Regina Rossa (Red Queen #1) - Victoria Aveyard

Quel tripudio di colore mi impedisce di scorgere Cal ed Evangeline in mezzo alla folla e, per un attimo, ho l'impressione che io e Maven stiamo volteggiando da soli nella stanza. Poi, all'improvviso, mi compare davanti il volto di Cal, al posto di quello del fratello, e mi sembra di essere tornata nel salotto, al chiaro di luna. Eppure Maven non è Cal, per quanto il loro padre vorrebbe. Non è un soldato, non diventerà re, ma è più coraggioso. Ed è pronto a fare ciò che è giusto.
"Grazie, Maven" sussurro con un filo di voce, appena udibile, nel frastuono. Lui non ha bisogno di fare domande, per capire a cosa mi riferisca. "Tu non devi mai ringraziarmi. Di niente." Non gli sono mai stata così vicina, prima d'ora, con il naso a pochi centimetri dal suo collo. Sento le pulsazioni del suo cuore sotto le mani: batte a tempo con il mio. Il giovane principe è pur sempre figlio di sua madre, ha detto Julian. Non poteva sbagliarsi di più.

Il secondo frammento è di un libro che ho intenzione di leggere: L'angelo (The Infernal Devices #1) - Cassandra Clare

Tra i Nephilim, Tessa scorse Henry, facilmente riconoscibile dalla chioma fulva. C'era anche Charlotte, abbigliata come un uomo, in tenuta completa da combattimento, come la donna raffigurata nel libro sui Cacciatori che Tessa aveva consultato; era piccola, determinata e sorprendentemente feroce. E poi c'era Jem; la tenuta lo faceva sembrare ancora più incredibilmente pallido, e i marchi neri sulla sua pelle risaltavano come inchiostro sulla carda. Tessa riconobbe anche Gabriel Lightwood, suo padre Benedict e la magra signora Highsmith dai capelli neri. Dietro tutti loro avanzava a grandi passi Magnus, che gesticolava spandendo tutt'intorno a sè delle scintille azzurre.
Will mandò fuori l'aria, riacquistando un po' di colore. - Non ero sicuro che sarebbero arrivati, visto il cattivo funzionamento del Fosforo. - Staccò gli occhi dai Cacciatori e li posò su Tessa - Vai a prenderti cura di tuo fratello. Così ti eviterai il peggio. Spero - Poi si girò e si allontanò, senza guardarsi indietro.

E questi erano i miei! Spero qualcuno di voi voglia condividere con me qualche frammento, e spero anche che i miei vi siano piaciuti. xx
 
 
 
 
 


21 mag 2015

Let's share! #1

Ciao a tutti, eccomi qui dopo circa una settimana di assenza dal blog.
Vorrei scusarmi, appunto, per questa mia assenza ma sapevo sarebbe stato così perchè in questo mese son sempre impegnata con lo studio.

Bando alle ciance e iniziamo con questa nuova rubrica!


Come avete notato dal titolo la nuova rubrica si chiama: 'Let's share!' che, come credo molti di voi sappiano, significa 'Condividiamo'. Ogni due settimane circa ci sarà un nuovo 'episodio' di questa rubrica.
Condividiamo che cosa, però?
Visto che non avevo nuovi libri da recensire o di cui parlare ho deciso di condividere con voi degli spezzoni di tre libri: uno di un libro che ho già letto, uno di un libro che sto leggendo ed uno di un libro che leggerò. Ovviamente lo spezzone verrà preso aprendo una pagina a caso del libro evitando, se possibile, gli spoiler.
So bene che non è una vera e propria novità ma mi sembrava una cosa interessante.
Spero che anche voi vogliate condividere qualche spezzone con me. Così, magari, posso trovare un nuovo amore, chissà.

Partiamo subito dallo spezzone di un libro che ho già letto.
Il libro è: Il nostro amore è per sempre - James Patterson ed Emily Raymond.
(Non fatevi ingannare dal titolo..)







«Voi due non siete di queste parti, vero? » Robinson e io alzammo subito gli occhi, spaventati.
Chi ha delle colpe è sempre un po' nervoso, immagino. Ma era solo il nostro cameriere, che aveva l'aria di essersi fatto anche lui un paio di quei bicchierini.
«No, infatti », Rispose Robinson, gentilissimo.
Lui ci puntò addosso un dito. «Be', quando tornate a casa, dite ai vostri amici che la vecchia Detroit gode di ottima salute. Lo so che siete stati a vedere le fabbriche chiuse. Ci vanno tutti. Ma non ricordatevi solo delle cose morte. Ricordatevi anche di questo.» Indicò con un ampio gesto la sala rumorosa e affollata. «Ricordatevi della musica e dell'acquavite. Promesso?»
Robinson e io annuimmo in tandem, e il cameriere annuì a sua volta, soddisfatto.
Quando se ne fu andato di nuovo, Robinson mi prese la mano. «Ha ragione. Bisogna ricordare le cose belle, Axi.»
Qualcosa nel modo in cui lo disse mi fece venire i brividi lungo la schiena. Come se non stesse parlando solo di Detroit. Ma sorrisi e gli strinsi lo stesso la mano. «Affare fatto. Parola di scout. Qua il mignolo. Bla bla bla.»
Robinson sorrise. «Sei davvero bella, lo sai?» disse.
Abbassai lo sguardo sulla tovaglia, ma lui mi sollevò il mento con un dito, costringendomi a guardarlo negli occhi scuri.
«Dico sul serio. Qualcuno te lo dovrebbe ripetere ogni singolo giorno. E in questo momento quel qualcuno sono io.»




Libro n°2. Un libro che sto leggendo.
Città di Vetro - Cassandra Clare (The mortal Instrument #3)


Alec lo fissò. «Tu hai settecento anni?»
«Be'» si corresse Magnus «sarebbero ottocento, ma non li dimostro. Comunque, non è questo il punto. Il punto è che...»
Alec non potè scoprire quale fosse il punto, perchè in quel momento un'altra decina di demoni Iblis invasero la piazza. Restò a bocca aperta. «Dannazione.»
Magnus seguì il suo sguardo. I demoni si stavano aprendo a ventaglio formando un semicerchio intorno a loro, gli occhi gialli «Bel modo di cambiare discorso, Lightwood.»
«Sai che ti dico?» Alec sguainò un'altra spada angelica «Se usciamo vivi di qui, giuro che ti presento a tutta la famiglia.»
Magnus sollevò le mani. Le dita sfavillanti di fiammelle azzurre illuminarono il suo sorriso di ardente luce azzurrata. «Ci sto.»

Libro n°3. Un libro che leggerò.
La memoria del vento - Mark T. Mustian


Mi sveglio nell'oscurità, sento la pressione di una mano sulla gola. Lotto, ma la mano mi trattiene. Scalcio. Agito le braccia contro il corpo dell'aggressore, ma non colpisco niente, come se la mano fosse uno spettro che ha conservato tutta la sua forza fisica. Mi manca il fiato. Le luci sfavillano nell'oscurità. E poi, proprio quando il mio addome cade preda delle convulsioni le mie mani entrano in contatto con il braccio possente dell'aggressore, sento la sua voce nelle orecchie, immediatamente riconoscibile.
«Voglio che tu veda una cosa. - La mano allenta la pressione , la sagoma indietreggia. Mi alzo a sedere, tossendo mentre una candela prende vita.
«Lo vedi? - Mustafa indica il braccio destro o dove il braccio avrebbe dovuto essere. E' scomparso, amputato all'altezza della spalla, lasciando il tronco stranamente oblungo, come un pollo fatto a tranci per il mercato. «Si è infettato, dopo il nostro scontro. Il dottore l'ha dovuto amputare. -
Tossisco di nuovo, per riprendere a respirare normalmente. Un pugnale scintilla ora nell'unica mano di Mustafa.


Ed ecco qui i miei tre spezzoni da condividere.
Ho cercato di ridurre il più possibile gli spoiler e spero di avervi incuriosito almeno un po'.
Lasciate anche solo uno spezzone nei commenti, se vi va. Sarò più che felice di leggerli!
(Spero di essere piano piano più presente d'ora in poi)
A presto~

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