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29 apr 2018

Quattro blog per un autore: Io ti ritroverò - Veronica Bua

Buongiorno a tutti voi e buona domenica ^^
E dopo una settimana in trasferta fuori Italia si torna carichi e pronti per questo nuovo post relativo alla rubrica "Quattro blog per un autore" :


➳ Titolo:  Io ti ritroverò
➳ Autrice: Veronica Bua
➳ Prezzo €0.99 ebook 
➳ Trama
 Lily é una giovane ragazza che viene ritrovata su una spiaggia irlandese, nuda e quasi esanime. Viene salvata da Sofia, una donna di mezza età del villaggio vicino, che la porta a casa sua e le presta le cure necessarie per salvarle la vita. Lily non ricorda altro che il suo nome, non sa niente di sé stessa e tanto meno ricorda come sia finita in mare. Ha solo dei sogni ricorrenti che non sa se corrispondano a fantasia o realtà. Sofia le promette di aiutarla a ritrovare i suoi ricordi e la sua famiglia e, nel frattempo, la sua vita sembra anche prendere una piega normale. Lily trova un lavoro e sembra procedere tutto per il meglio, finché non comincia a notare qualcosa di strano negli abitanti del villaggio… qualcosa non le torna, le persone non sono come sembrano e anche lo stesso villaggio sembra nascondere qualcosa di inquietante… una serie di avvenimenti la portano a sospettare di tutto e di tutti, persino di Sofia...


“E ADESSO SCRITTORE… CONTINUA TU!”
Conosciamo l’autrice attraverso la sua scrittura.
L’autrice potrà scegliere tra:

A) DARE SFOGO ALLA SUA SCRITTURA CREATIVA SCEGLIENDO UNO DEI TRE QUESITI PROPOSTI 

B) DARE ORIGINE A UN RACCONTO BREVE SCEGLIENDO TRA TRE INCIPIT


B) 3: Narrativa contemporanea / romanzo rosa

 
Ho lasciato casa mia due ore fa e nell’ordine:
a)     ho perso l’autobus che mi portava direttamene in ufficio e ho dovuto prendere un taxi
b)     il taxi in questione ha sgommato su una pozzanghera che mi ha schizzato il tailleur di cinquecento euro comprato nel negozio più caro di New York
c)      ho dimenticato di prendere le slide della presentazione e adesso mi devo sorbire una predica di venti minuti da parte del mio tutor.

La giornata non poteva cominciare meglio di così e, di lì a poco, sarebbe tramutata in una vera e propria tragedia… nel mio ufficio al trentatreesimo piano del grattacielo più imponente della Grande Mela, mi aspettava lui: Damian Spencer, più noto come “Il Distruttore”; soprannome dovuto alla moria di tirocinanti che sfortunatamente si ritrovavano Spencer come tutor. E fortuna vuole che proprio io, Miriam Life, ventiquattrenne di Hoboken, ero stata affidata da tre mesi nelle mani dell’uomo più arrogante e prepotente di tutti gli Stati Uniti anzi, del mondo intero.
Se il buon giorno si vede dal mattino... vabbė, questa credo di averla pensata giá il giorno della mia nascita. Se esiste un karma nella mia vita precedente devo aver fatto fuori qualcuno, altrimenti non mi spiego tutta questa sfiga.
Infanzia passata cosí cosí, a sei anni mia mamma ė scappata via di casa perchė non sopportava piú mio padre ma, logicamente, mi ha lasciata a casa con lui.
Diceva che voleva sfondare nella lirica, e non voleva vincoli... avrebbe potuto farlo lo stesso ma, dopo essersi sposata, mio padre le impose di stare in casa. Non stava bene che la moglie di un ricco uomo di affari andasse in giro in mezzo ad altri uomini... mia madre ha retto per un po', poi ė fuggita. E come darle torto? Io ho poi passato una vita abbastanza schifosa dopo la sua partenza, mio padre non mi permetteva nulla. Pensate la follia, mi aveva anche trovato marito! Quello scellerato voleva farmi sposare a 18 anni con una persona noiosa uguale a lui! Se non fosse stato obbligatorio per legge neanche a scuola mi avrebbe mandata!
Sicuramente vi starete chiedendo come sono uscita da quello schifo, e vi diró che non ė stato facile. Se fossi scappata mi avrebbe trovata, ero solo una ragazzina senza lavoro e senza soldi e non sarei andata lontano da sola... e, di certo, lui non mi avrebbe permesso di trovare un impiego.
Semplicemente ho fatto in modo che mi cacciasse lui di casa. Sapevo cosa lo avrebbe mandato in bestia e decisi di giocarmela... gli dissi di essere incinta, che invece di andare a scuola ero andata a divertirmi con qualche ragazzo. Me lo ricordo ancora, credo di non averlo mai visto cosí infuriato!
Cominció ad urlare, disse che ero la sua vergogna e che ero la degna figlia di mia madre. Due sgualdrine uguali.
Mi picchió anche, non per fare del male a me ma per farne all'ipotetico figlio che stavo aspettando. Quando smise mi disse di prendere i miei quattro stracci e di sparire.
Avevo solo 15 anni, ma non gli importava. Dovevo sparire dalla sua vista, non ero piú sua figlia.
Dolorante e piena di lividi, gli obbedii con gioia. Presi i miei vestiti e uscii da quella casa.
Peccato che non avessi calcolato il dopo. Mi ritrovai per strada, da sola e infreddolita senza sapere dove andare. Non potevo neanche prendere un autobus, non avevo un soldo con me... iniziai a piangere, non sapevo come cavarmela. Un signore mi vide e mi si avvicinó, quando si accorse di come ero conciata volle portarmi all'ospedale. Io piansi ancora piú disperatamente, mi avrebbero sicuramente spedita di nuovo a casa e i miei sacrifici sarebbero sicuramente stati vani.
Gli raccontai quello che era successo, mi disse di non preoccuparmi e che non avrebbe permesso che tornassi nelle mani di mio padre.
Quel signore, scoprii dopo, era un poliziotto. Raccolse la mia testimonianza e fece partire una denuncia contro il mio genitore. Gli tolsero la patria potestá e, io, finii in una casa famiglia. Ci facevano studiare e lavorare, ci insegnarono a vivere in una societá per bene. Grazie ai miei ottimi voti, ero una delle migliori, una volta conseguito il diploma, venni contattata dal Daily News per un tirocinio giornalistico. Duró sei mesi  al termine dei quali mi assunsero. Lavoro lí da ormai sei anni, adesso ho una casa tutta mia e una vita che mi soddisfa. Vivo da sola, ho frequentato qualche ragazzo ma niente di rilevante... e di mio padre non ho piú saputo niente.
Ma va bene cosí, ho la mia vita e la mia libertá e non potrebbe andare meglio. Beh, oddio, andrebbe sicuramente meglio se non mi avessero affidata a quella sottospecie di omuncolo borioso e arrogante.
Come dite? Chi disprezza ė perchė, in fondo, apprezza? No, grazie, dovrebbero darmi una botta in testa per farmi piacere quell'uomo. Damian Spencer, anni 35, fisico normale e aspetto sempre ordinato... sebbene debba ammettere che non ė propriamente una visione orribile, non ė proprio il mio tipo. A me piacciono i ragazzi simili a me, gli uomini di affari mi ricordano mio padre e credo che mi farei suora piuttosto che finire insieme ad uno di loro.
Sto divagando, vero? Scusate, il mio difetto di quando sono sotto pressione... mi trovo davanti alla porta del mio ufficio e non ho alcuna voglia di entrare. Mi mordo le labbra e faccio per abbassare la maniglia ma, qualcuno, mi precede.
-Alla buon'ora, signorina Life. La sua idea di puntualitá sul lavoro mi lascia alquanto perplesso.
-Mi scusi, ho perso l'autobus e...
-Non ė affar mio, aveva solo da uscire prima di casa. E la sua mise... come pensa di presentarsi in ufficio col tailleur tutto sporco?
-Io...
-Le sue scuse non mi interessano, per colpa sua la presentazione ė sfumata. I dirigenti hanno altro da fare che stare ad aspettare una ragazzina incapace... se fosse per me, lei non lavorerebbe qui da un bel pezzo. Purtroppo  non sono io a decidere, i dirigenti hanno deciso di fargliela passare come imprevisto.
 Ma perchė non scivoli mai dalle scale, brutto borioso arrogante? Con tutte le benedizioni che ti ho mandato mi sorprende come tu faccia ad essere ancora in piedi.
-Comunque, cerchi di ascoltarmi bene. Fra due giorni ci sará un importante incontro tra i maggiori capi di stato e lei ė stata scelta pet scrivere di questo avvenimento. Non la trovo all'altezza, ma ripeto che purtroppo non sono io a decidere. L'incontro si svolgerá nella Carolina del Nord e ci dovremo andare insieme. Non faccia quell'espressione da pesce lesso, fa meno piacere a me che a lei... prenderemo l'aereo dopodomani alle 7:00 del mattino, veda di essere puntuale o sará la volta buona che si dovrá cercare un altro lavoro!
Prima che io potessi replicare, lui uscí dal mio ufficio guardandomi pieno di sdegno e sbattendosi la porta dietro. Credo che sia un bene che sia andato via prima che io potessi rispondergli, temo che non sarei stata tanto gentile.

Come un automa mi diressi verso la sedia e mi ci accasciai sopra. No, ditemi cje era un super maledetto incubo! Non dovevo partire con il Distruttore, non dovevo subirmelo per chissá quanti giorni!




Le altre giornate riguardanti questo libro:

1° giornata: In compagnia di una penna - La copertina del libro
2° giornata: Leggendo insieme - La vita divertente di un autore
3° giornata: Gli occhi del lupo - Autore vs Personaggio

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