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9 set 2016

Le anime bianche - Frances Hodgson Burnett » Recensione

Buongiorno e buona metà settimana a tutti!^^
Ormai la maggior parte è tornata a lavoro o ha già ripreso in mano i libri e spero che tutto stia andando bene. Oppure siete ancora in vacanza? Eheh
Io ho ancora pochi giorni di tranquillità e poi lo studio mi risucchierà di nuovo.. basta, se no mi dispero.

E proprio per non disperarmi vi porto una recensione che speravo di poter fare tempo fa, invece son riuscita a leggere il libro solo ora.
Spero di essere perdonata per questo.
Buona lettura^^


➳ Titolo: Le anime bianche (The white people)
➳ Autrice: Frances Hodgson Burnett
➳ Traduttrice: Annarita Tranfici
➳ Casa editrice: Panesi Edizioni
➳ Collana: Eris
➳ Pagine: 79
➳ Genere: Classici
➳ Anno di pubblicazione:  2015
➳ Prezzo: €1.99 kindle-ebook



➳ Trama

Ysobel è una ragazzina timida e minuta che non ha mai conosciuto i genitori e vive, assieme ai tutori Jean Braidfute e Angus Macayre, in un castello dall’aspetto austero immerso nella desolata brughiera scozzese. Fin dall’infanzia, la bambina mostra di essere dotata di un particolare “dono” che la rende diversa da tutti gli altri bambini; ella ha il “potere di vedere oltre le cose” e di entrare in contatto con le anime dei defunti, ormai libere dalle sofferenze e dalle paure dell’esistenza. “Le anime bianche” (“The White People” nella versione originale) è un romanzo breve in cui la celebre autrice dei ben più conosciuti “Il piccolo Lord” (1886) e “Il giardino segreto” (1911) presenta, attraverso gli occhi della propria protagonista, le sue personali considerazioni circa ciò che attende l’uomo dopo la morte. Si tratta di un racconto carico di motivi gotici, di verità e saggezza, in cui emergono non soltanto il talento narrativo dell’autrice ma anche alcuni dettagli che rimandano al personale rapporto con il suo primogenito e con la religione.


➳ Recensione



Eccoci qui finalmente.
Qualche mese fa mi è stato chiesto di recensire questo libro che, chiedo perdono, riesco a recensire solo ora.

Ysobel, questo è il nome della protagonista di questo libro.
Vive isolata in un castello, non perchè l'abbiano costretta, bensì perchè è stata anche una sua scelta. La solitudine non la spaventa, ed è proprio grazie alla sua vicinanza con la natura e al suo stare bene con se stessa e con i pochi che la circondano che si sviluppa tutto.
La bambina non sa che la prima amica con cui si ritrova a giocare è proprio una di loro, un'anima bianca.
Lo capirà solo più avanti, grazie ad un famoso scrittore che le dona le attenzioni che lei neanche sapeva di volere.

Frances Hodgson Burnett in questo libro ci mette tutta se stessa, e non solo. Vi è anche suo figlio là dentro, anche lui per l'autrice è diventato un'anima bianca  dopo averla lasciata quando ancora era giovane.
Lei non crede affatto che suo figlio se ne sia andato completamente, crede che vegli sempre su di lei nonostante lei non possa sentirlo. Ma questo non le fa paura, questo libro non è un racconto di terrore. Bensì è un racconto ricco di interessanti spunti di riflessioni e, nonostante questi stimoli, si rivela un libro che io definirei calmante.
La scrittura dell'autrice (che ora possiamo dedurre solo dalla traduzione in italiano a cura di Annarita Tranfici) riesce ad infondere un senso di calma al lettore riuscendo ad accompagnarlo lungo la storia senza mai temere i discorsi che vengono affrontati.

La morte è sì il tema centrale del libro, Ysobel, il Sig. MacNairn e la madre di lui si trovano a fare questo genere di discorsi, regalando, come detto in precedenza, vari spunti per poter azzardare un pensiero anche noi.
Non la temono, no, e forse è soprattutto per questo che non vi è alcun sentimento d'angoscia nel libro. Neanche Ysobel teme le anime bianche che le appaiono davanti, lei le vede ancora come delle persone, solo più belle, quasi eteree.

Il rapporto tra il Sig. MacNairn, sua madre è la protagonista è un rapporto quasi fuori dal tempo, un rapporto di profondo amore e rispetto che però ha varie sfumature antiche, anche perchè il libro non è ambientato ai giorni nostri. Forse anche il fatto che l'autrice abbia creato un rapporto così solido ma al contempo cristallino come il loro credo sia stato di grande aiuto al libro e agli argomenti trattati.

Alla fine del libro però lascia una sensazione mista di nostalgia e pace, come se si fosse appena scoperto qualcosa che ci avrebbe sempre potuto aiutare in passato.
E forse è proprio così.
Questo libro non è affatto un manuale scientifico, non cerca di dare una spiegazione logica e indiscutibile della morte. E' solo il modo in cui l'autrice la vede e cerca di trasmetterla attraverso la protagonista.
Però, nonostante questo, è una visione con la quale molti possono essere d'accordo e forse un po' ci speriamo tutti. L'idea che un nostro caro defunto ci stia ancora accanto ci fa sorridere e ci infonde un po' di tranquillità, e per quanto possa essere solo una speranza questa può renderci più sereni.


Voto:4 frecce su 5.
Un libro che consiglio a tutti, anche a coloro che hanno un'idea diversa dell' 'aldilà'.






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