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16 set 2018

Quattro blog per un autore: Il rumore del tramonto - Chiara Brambilla

Buona domenica a tutti! :)
Oggi si riprende l'attività di "Quattro blog per un autore", vi siamo mancate? Spero di sì, in quanto siamo tornate a farvi scoprire dei nuovi libri e dei nuovi lati degli autori.

Ma concentriamoci subito sul libro della settimana:

➳ Titolo: Il rumore del tramonto
➳ Autrice:  Chiara Brambilla
➳ Prezzo €1,99 ebook 

➳ Trama
Una lettera che unisce passato e presente. La storia di Micol.
Un viaggio alla scoperta di quello che c'è in ognuno di noi.
Micol è una ragazza che non si fa coinvolgere dalla vita, vive come una spettatrice, senza diventarne mai protagonista.
Improvvisamente Sebastiano, il suo adorato nonno muore, e questo lutto la fa sprofondare in una cupa malinconia.
Ma ecco che suo nonno, che bene la conosceva e comprendeva la sua paura di vivere, le lancia una sfida.
Attraverso una lettere scritta pochi giorni prima di morire le invia degli indizi e le lascia una misteriosa chiave.
Che porta aprirà quella chiave?
E così Micol con suo fratello Alberto e sua sorella Carlotta inizia un viaggio alla scoperta della Maremma e di Pitigliano, scoprendo un passato doloroso che ha visto protagonista suo nonno durante la seconda guerra mondiale.
Chi è la misteriosa donna che torna dal passato e che conosceva Sebastiano?
Un viaggio che la farà crescere, che la farà innamorare, ma soprattutto che le insegnerà a credere sempre nella vita.



“E ADESSO SCRITTORE… CONTINUA TU!”


A) DARE SFOGO ALLA SUA SCRITTURA CREATIVA SCEGLIENDO UNO DEI TRE QUESITI PROPOSTI 

B) DARE ORIGINE A UN RACCONTO BREVE SCEGLIENDO TRA TRE INCIPIT


B)
1)     NARRATIVA CONTEMPORANEA/ROMANZO ROSA


Ho lasciato casa mia due ore fa e nell’ordine:
a)     ho perso l’autobus che mi portava direttamene in ufficio e ho dovuto prendere un taxi
b)     il taxi in questione ha sgommato su una pozzanghera che mi ha schizzato il tailleur di cinquecento euro comprato nel negozio più caro di New York

c)      ho dimenticato di prendere le slide della presentazione e adesso mi devo sorbire una predica di venti minuti da parte del mio tutor.
La giornata non poteva cominciare meglio di così e, di lì a poco, sarebbe tramutata in una vera e propria tragedia… nel mio ufficio al trentatreesimo piano del grattacielo più imponente della Grande Mela, mi aspettava lui: Damian Spencer, più noto come “Il Distruttore”; soprannome dovuto alla moria di tirocinanti che sfortunatamente si ritrovavano Spencer come tutor. E fortuna vuole che proprio io, Miriam Life, ventiquattrenne di Hoboken, ero stata affidata da tre mesi nelle mani dell’uomo più arrogante e prepotente di tutti gli Stati Uniti anzi, del mondo intero. 


Imprevisti e cupcake

Mi chiamo Miriam Life, ho 24 anni e vivo a New York, anzi ad essere sincera vivevo a New York fino
a sei mesi fa, cioè fino a quando un giorno di aprile non ho compreso quanto fossi infelice della mia
vita, della mia professione. Ma soprattutto, quel giorno ho realizzato quanto odiassi avere a che fare
con Damian Spencer, meglio conosciuto come il “Distruttore”.
Damian era il mio tutor, da quando ero stata assunta come stagista in uno dei più grandi studi
pubblicitari di tutta la Grande Mela.
Se ritornassi con la mente a quel martedì, non potrei fare a meno di pensare come la vita possa
davvero essere imprevedibile.
Quel giorno avrei dovuto già cogliere, appena uscita dal mio appartamento, i segnali che il destino
mi stava inviando.
Ero uscita di casa di corsa, come sempre in ritardo, nonostante sapessi bene che avrei dovuto
occuparmi di un’importante presentazione per un nuovo cliente.
Demian, una sera di due settimane prima, mi aveva chiamato nel suo studio, e mi aveva incaricata
di lavorare per una campagna pubblicitaria per questo nuovo cliente.
Se devo essere sincera, le parole di Demian, le sue lusinghe e i suoi complimenti, non mi avevano
per nulla convinta, non era da lui lodare qualcuno, soprattutto una stagista come me.
“Damian, non giriamoci troppo intorno.
Perché mi stai affidando questo lavoro?
Sarò anche una stagista, ma ti ricordo che ero la migliore del mio corso, e soprattutto non sono
stupida” disse a quell’uomo arrogante, fissandolo nei suoi enormi occhi blu.
“Va bene, ti dirò la verità.
Non mi interessa questo cliente, non è alla mia altezza.
Non mi interessa una pasticceria che sforna cupcake, in una cittadina del North Caroline.
Non mi interessa creare una campagna pubblicitaria per loro, ergo, visto che sei la mia nuova
stagista, ti lascio il lavoro.
Naturalmente se piacerà sarà stata una mia idea, se invece verrà bocciata, sarà una tua idea” mi
disse con aria di sfida.
E così quella sera accettai quella proposta, liberamente costretta, ma spinta anche dalla mia
dannatissima tenacia e dalla voglia di dimostrargli quanto valessi.
Lavorai senza sosta, come una pazza, per tutte le settimane seguenti, e alla fine potei giudicare le
mie idee davvero meravigliose, realizzai una presentazione davvero soddisfacente.
Eppure, nonostante la presentazione, quella mattina non sentii come al solito la sveglia, e uscii di
casa in un ritardo mostruoso; ovviamente l’autobus lo persi per un pelo, sfrecciandomi davanti, e,
per concludere, il taxi che stavo inseguendo mi schizzò, procurandomi un’enorme macchia di fango
sul mio nuovo tailleur, comperato solo il giorno prima per l’occasione.
Mi era costato un occhio della testa, e ora era rovinato.
Riuscii ad arrivare comunque in sede, nonostante tutti gli imprevisti, con solo quarantacinque minuti
di ritardo, e, correndo come una maratoneta, riuscii a infilarmi in ascensore, pronta ad affrontare al
trentatreesimo piano, i miei clienti.
Era quasi al ventottesimo piano quando mi accorsi che avevo dimenticato le cartelline con le slides
della presentazione, e un senso di terrore mi attanagliò lo stomaco.
Non potevo fare più nulla, feci un profondo respiro e mi autoconvinsi che sarei stata in grado
benissimo di fare la mia presentazione senza materiale, in fondo erano mie idee, perciò e sarei stata
in grado di proporre il progetto con una buona dose di improvvisazione.
Appena arrivata nella sala riunioni vidi i miei clienti già seduti intorno al tavolo, con Damian accanto
a loro.
“Ben arrivata Miriam” disse Damian con aria arrogante.
“Possiamo parlare?
In privato” dissi rivolgendomi al “Distruttore”.
“Non mi sembra il caso, parleremo dopo” mi rispose seccato.
A quel punto pensai che l’unico che ci avrebbe rimesso sarebbe stato lui, perché senza le slides lui
non avrebbe potuto seguire il discorso della campagna pubblicitaria, visto che non aveva
nessunissima idea riguardo a ciò che avessi realizzato.
E così iniziai a parlare, annunciando a tutti la verità, e cioè che avevo dimenticato le copie cartacee,
e la chiavetta USB, attraverso le quali avrei potuto quanto meno proiettare la campagna, ma che
questo non avrebbe creato nessun problema, dato che avendoci lavorato per due settimane intere,
era tutto saldo nella mia mente.
La presentazione fu un successo, i clienti furono talmente soddisfatti dal mio lavoro, che scaricarono
Damian su due piedi, prendendo me come consulente esclusiva per le loro campagne pubblicitarie.
Nel corso del discorso avevo compreso che quella simpatica coppia di pasticceri, non erano proprio
solo pasticceri, infatti erano i proprietari di una delle più grandi catene di ristoranti, alberghi e
pasticcerie collocate su tutta la East Coast.
Damian, rosso in volto, era stato gabbato al suo stesso gioco, e il “Distruttore” era stato distrutto da
una stagista proveniente da Hobekon.
Lui il grande Damian Spencer, uomo senza scrupoli di New York, aveva perso.
Quello stesso giorno diedi le mie dimissioni ma, prima di lasciare per sempre quel girone
dell’inferno, dissi al grande uomo tutto quello che pensavo di lui vedendo nei suoi occhi, prima di
chiudermi la porta del suo ufficio alle mie spalle, il senso della sconfitta.
Oramai sono sei mesi che vivo lontano da New York, ho un mio bellissimo ufficio a Fayetteville, dove
sto seguendo i lavori per l’apertura del nuovo locale di cupcake.
Anzi oggi è il grande giorno, e sono davvero emozionata, anche perché da circa cinque settimane ho
un nuovo collaboratore.
Posso dire che non è male, e poi ha anche esperienza, l’unico suo difetto è il suo caratteraccio.
Mi ha detto che fino a poco tempo fa lo chiamavano il “Distruttore”.
Si avete capito benissimo, il mio nuovo collaboratore è Damien.
Dopo che lo avevo mollato dicendogli tutto quello che pensavo di lui, dopo che mi ero tolta anche
l’ultimo sassolino dalla scarpa, ed ero diventata una leggenda nell’ambiente pubblicitario, Damien
si era presentato alla mia porta una sera, chiedendomi un lavoro.
Il presidente della compagnia lo aveva licenziato, perché aveva perso un cliente troppo importante,
portando un danno all’immagine della compagnia stessa.
E così ora, io sono il boss e lui lo stagista, ma solo sul lavoro, perché fuori dall’ufficio lui è diventato
il mio boyfriend, e stasera sarà il nostro primo appuntamento.
Non vedo l’ora di vedere come si evolverà la situazione, ma penso che insieme saremo una coppia
imbattibile.

Le altre giornate riguardanti questo libro:

1° giornata: In compagnia di una penna - La copertina del libro
2° giornata: Leggendo insieme - La vita divertente di un autore
3° giornata: Gli occhi del lupo - Autore vs Personaggio 

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