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19 nov 2017

Quattro blog per un autore: Drop of blood - Deborah P. Cumberbatch

Buona domenica a tutti ^^
E anche questa settimana si è conclusa... finalmente direi, ultimamente sono sempre più lunghe e pesanti queste settimane, almeno per me.
Però dai, troviamo un piccolo momento di relax con questa rubrica:

➳ Titolo: Drop of blood
➳ Autrice: Deborah P. Cumberbatch

➳ Pagine: 886
➳ Genere: Urban fantasy/paranormal romance
➳ Editore: 
Self publishing 
➳ Prezzo €1,99/€2,50 ebook 


➳ Trama
Da quando la sua famiglia si è trasferita nel paesino più noioso e piovoso del mondo, Paige vuole solo lasciarsi la sua tragedia alle spalle e allontanarsi da sua madre e dal Destino che vuole imporle, per decidere il suo futuro da sola. Non permetterà a nessuno di rovinare i suoi piani, nemmeno i sogni che la terrorizzano ogni notte, che le mostrano strani segni e persone oscure e dilaniate, o il nuovo saccente, egoista e presuntuoso vicino, la quintessenza della perfezione, con il suo fascino pericoloso, che tenta di innervosirla in ogni possibile modo, come se fosse la sua missione di vita. Ma nemmeno Paige riesce a negare l’intensità con cui è attratta da lui, come se il loro futuro fosse inesorabilmente intrecciato. E forse è proprio così, perché la vita è fatta di scelte e, a volte, per capire chi siamo davvero, non dobbiamo far altro che accettarci. E vivere. Ed è proprio allora che tutto può accadere.

“E ADESSO SCRITTORE… CONTINUA TU!”
Conosciamo l’autrice attraverso la sua scrittura.
L’autrice potrà scegliere tra:


A) DARE SFOGO ALLA SUA SCRITTURA CREATIVA SCEGLIENDO UNO DEI TRE QUESITI PROPOSTI 

B) DARE ORIGINE A UN RACCONTO BREVE SCEGLIENDO TRA TRE INCIPIT


A)



1) Facciamo un tuffo nel passato. Se potessi parlare con te stesso quando avevi dieci anni, cosa ti diresti? Cosa vorresti rivelare a quel bambino del suo futuro? Scrivi una lettera indirizzata a te quando frequentavi le elementari.



Buongiorno a tutte/i e grazie per questa magnifica opportunità.
Ho scelto di scrivere una lettera a me stessa bambina, perché è un qualcosa a cui ho pensato spesso, ma che non ho mai trovato il coraggio di fare (sì, forse non ho tutte le rotelle al loro posto). Cosa avrei detto alla piccola Deborah, se ne avessi avuto l’opportunità? Quali parole avrei usato? Come mi sarei approcciata a lei?
Immagino che sarebbe qualcosa di questo genere:

Ciao piccola Deborah,
sono te tra dieci anni ed è un piacere conoscerti e, in effetti, anche molto emozionante.
Inizialmente avrei voluto raccontati tutto quello che è successo in questi anni, per prepararti, per evitarti degli errori che ci faranno soffrire, tante delusioni, tradimenti, sorrisi, traguardi… Ma poi mi sono detta che avrei sprecato un'occasione.
So che non sono tempi semplici per te: stai metabolizzando il divorzio dei tuoi genitori (e ci riuscirai, ti assicuro, creando un bel rapporto con entrambi), nessuno capisce la tua passione per la scrittura, sei presa in giro per il tuo peso e guardi le altre bambine con invidia, chiedendoti se hai qualcosa che non va. Sai una cosa, piccola? Tu non hai niente che non va. Sei perfetta così, esattamente come sei e avrei dovuto volerti (e volermi) bene di più, smettere di pensare agli altri e accettarmi.
Quindi credo che, prima di tutto, ti chiederei scusa. E poi credo che, ancora più importante, sia il dirti quello che avrei voluto sentire sempre: andrà tutto bene. Ci sono cosi tante cose belle che vale la pena esplorare e conoscere, non è tutto divisibile in bianco e nero... Ci sono le sfumature e quelle sono meravigliose. I tuoi due fratelli saranno due piccole parti di te che se ne vanno in giro per il mondo, nostra madre, dopo un inizio difficile, diverrà un importante sostegno per i tuoi sogni e capirà quale sia davvero la tua strada, accompagnandoti ad ogni passo e con nostro padre il vostro bel rapporto continuerà e per quanto riguarda la tua passione per la scrittura, beh… Diciamo solo che ci stiamo lavorando e che noi siamo persone molto caparbie!
Non sarà tutto rosa e fiori, non voglio mentirti, le ingiustizie ci sono, sempre e comunque, e non imparerai mai ad accettarle e a stare in silenzio. E non voglio che tu impari mai a smettere di parlare: parla, anche se parlare vuol dire usare la tua penna con gli orsetti, di’ sempre quello che pensi, anche se ti farà avere dei nemici, ma avrai anche tanti amici, che ti accetteranno per quella che sei, insieme ai tanti difetti che hai; certo, molti si allontaneranno, ti deluderanno, ma quelli che resteranno con te, ti vorranno bene senza chiederti di cambiare nulla.
Tieni strette quelle persone e, per favore, impara a non nascondere i tuoi sentimenti e la tua emotività: crederai per tanti, tantissimi, anni che l’emotività è debolezza, perché non vuoi “diventare tutta rossa” appena apri bocca, ma non è così, te lo assicuro. E’ quella che ti rende quella che sei.
Non posso prometterti che impareremo ad accettarla, ma del resto anche a venti anni non si è cresciuti, abbiamo ancora tanto da imparare e ti prometto che farò il possibile per accettarmi sempre di più. Lo prometto a entrambe.
Se il principe azzurro esiste? Non posso dirtelo con certezza, perché nei cartoni che guardiamo noi è tutto idealizzato, nessuno commette errori, tutto è perfetto… Questo no, questo non esiste. Ma noi abbiamo trovato il nostro principe, che non è affatto perfetto, ma ci ama, ci ama così tanto che ci ha convinte a dire al mondo che scriviamo e a smettere di nasconderci, ci ha accettato così come siamo e ci aiuta a capire che abbiamo delle debolezze e che nessuno deve obbligarci a cambiare. Mai. Ed è questo il “vissero per sempre felici e contenti” che vogliamo e siamo felici.
Dimagriremo, so che vuoi sentirtelo dire, ma non è questo il punto: amati così, perché potrai anche diventare una modella alta un metro e ottanta con gli occhi azzurri, ma se non cambi la tua prospettiva, la tua visione del mondo, allora ti vedrai sempre brutta. Capirai che ci sono cose più importanti su cui focalizzarsi, che tutti noi abbiamo in noi stessi la nostra forza e che forse la cosa davvero difficile è capire tutto questo. Ma ci proveremo, non sempre ne saremo in grado, ma non smetteremo mai di provarci.
Accetta il fatto che spesso le persone non ti capiranno: sei una sognatrice, Deborah, e l’esserlo, spesso, vuol dire essere incompresi, l’avere un proprio “palazzo mentale” in cui volare con la fantasia e sarà un posto meraviglioso, a cui pochi avranno accesso e che molti derideranno, ma incontrerai persone con la tua stessa passione e fantasia, che riusciranno a sorriderne con te. Abbraccia la tua forza e accetta tutto il resto.
Ti prometto che sarai sempre con me, che avrai sempre voce in capitolo, perché senza di te, non sarei me. Ti voglio bene.
Tua per sempre,
Deborah P. Cumberbatch.
P.s. Il tuo fidanzato si chiama Dario e ha accettato la tua cotta infinita per Benedict Cumberbatch, perciò teniamocelo stretto!  



Le altre giornate riguardanti questo libro:

1° giornata: In compagnia di una penna - La copertina del libro
2° giornata: Leggendo insieme - La vita divertente di un autore
3° giornata: Gli occhi del lupo - Autore vs Personaggio

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