04 mar 2016

Cosa ci porta il vento #20 Segnalazione: Beethoven's Silence, io sono Irina e sono Elise - Sonia Paolini

Buon fine settimana a tutti!^^
Spero stiate tutti bene, nessuno escluso. Finalmente anche questa settimana sta giungendo al termine, come non esserne felici!
E come avrete potuto leggere dal titolo non ho mancato di portarvi un nuovo libro che possa stuzzicare la vostra curiosità.


Il libro di cui vi parlerò oggi è: Beethoven's Silence - Io sono Irina e sono Elise di Sonia Paolini



➳ Titolo: Beethoven's Silence - Io sono Irina e sono Elise

➳ Autrice:  Sonia Paolini
➳ Casa editrice: Lettere Animate Editore 
➳ Genere: Romanzo rosa, narrativa contemporanea
➳ Pagine: 362
➳ Codice ISBN: 9786051762029
➳ Anno di pubblicazione:  2016
➳ Prezzo: €1,99 ebook 



➳ Trama

Due colleghi psicologi e amici di lunga data ideano un progetto che vede protagonisti due loro pazienti, diversi in tutto ma uniti dalla profonda sofferenza che li ha segnati e inaspettatamente dalla musica classica. Il desiderio della giovane Irina, martire di violenze e abusi, di vivere l’esistenza di una comune adolescente si fonderà con la speranza di Philippe di superare il rimorso di aver permesso che la moglie e il figlio, vittime della sua effimera esistenza, morissero. Faranno da cornice ai loro desideri e speranze l’energia della dottoressa Jean La Mot, che considera il suo operato una missione, la determinazione e il coraggio di Etienne, deciso a percorrere la lunga strada che dista dal proprio cuore a quello della ragazza che ama e l’ossessione di Pierre Danton, un efferato criminale, di riavere accanto a sé la sua donna. Ogni parte del progetto è studiata nei minimi dettagli, niente andrà storto o forse niente andrà per il verso giusto…


➳ Estratto
Con ai piedi i soli calzini per non fare rumore, uscì dalla propria stanza, percorse il corridoio e raggiunse le scale. Mentre le scendeva si arrestò, dalla biblioteca proveniva il suono del pianoforte. Era Philippe, anche lui non riusciva a dormire. Stava suonando Sonata al chiaro di luna di Beethoven. La melodia era tanto meravigliosa quanto triste. Arrivata in fondo alle scale, proseguì fino davanti alla biblioteca. Non entrò, rimase dietro la porta semichiusa ad ascoltare la sua esecuzione e, così nascosta, lo osservò mentre suonava. Era triste, molto triste, avrebbe giurato che stesse piangendo. Nuovamente si chiese quale fosse il suo dramma. Restò a guardarlo ancora qualche momento, poi decise di tornare in camera. Allontanandosi fece rumore e lui si accorse della sua presenza. “Perché non dormi?” le chiese, interrompendo la melodia. “Perché tu non dormi?” gli rispose lei con una domanda, tornando vicino alla porta. “Non ne ho voglia… preferisco venire qui a suonare.” “Io avrei voluto dormire, ma, non riuscendoci, ho pensato di venire qui a leggere e, purtroppo, ti ho disturbato…” “Non ti preoccupare, sto solo suonando il pianoforte. È il primo strumento che da piccolo ho imparato a conoscere, frequentando lezioni private, prima di entrare in conservatorio.” “Cos’altro sai suonare oltre al pianoforte?” gli chiese, mentre, entrata nella biblioteca, procedeva verso di lui. “Come direttore di orchestra so un po’ suonare tutti gli strumenti, devo conoscerli necessariamente, ma il pianoforte rimane il mio preferito.” “Mi insegni? Non sono totalmente digiuna. Nella casa dell’ultima famiglia con cui ero stata c’era un pianoforte e mia sorella Marcelle mi aveva dato qualche lezione. So suonarlo discretamente, non serviranno troppe lezioni.” Philippe la osservò sorpreso, non si aspettava una simile richiesta. Sorridendo acconsentì. “Prendi lo sgabello che è in quell’angolo e vieni a sederti vicino a me, fammi vedere cosa sai fare con i tasti, fammi sentire qualcosa.” Timidamente Irina prese lo sgabello che le aveva indicato, lo posizionò accanto al suo e si sedette. Iniziò a suonare una melodia che lui non aveva mai sentito. Era piacevole e la ragazza se la cavava bene. “Cos’è questa musica? Non l’ho mai sentita. È bella!” “È Sârba din Flămânzi, una canzone rumena cantata da Laura Lavric. A Marsiglia avevamo una vecchia fisarmonica. Mio padre l’aveva portata con sé dalla Romania. La sera a volte mia madre cantava questa canzone e lui l’accompagnava con la fisarmonica. Il pianoforte, in effetti, non è lo strumento più appropriato. Mi è sempre piaciuta questa canzone e, da quando i miei non ci sono più, suonarla me li fa ricordare e sentire ancora vicini. In istituto c’era una pianola e…” Non riuscendo a continuare per l’emozione, restò qualche momento in silenzio e Philippe non disse nulla. Capiva che il ricordo dei genitori la rendeva malinconica, non era opportuno parlare per tentare inutilmente di alleviare la sua nostalgia. “Te la insegno se vuoi” propose Irina, cercando di superare la propria tristezza. “Volentieri, dai iniziamo!” Trascorsero le ore e alle sei del mattino lui sapeva suonare la melodia rumena. “Sei bravissimo! Ora è il tuo turno” esclamò la ragazza euforica. “Elise… tra due ore devi stare a scuola. Hai visto che ora abbiamo fatto? Non c’è più neanche il tempo per riposare. Sono stato irresponsabile, perdonami, non avrei dovuto permetterti di restare sveglia fino a quest’ora.” “Non sono stanca, vado di sopra e inizio a prepararmi. Nel pomeriggio mi insegni qualcosa.”

➳ Angolo dell'autrice
Sonia Paolini è nata e vive in provincia di Roma insieme ai tre figli e al marito. Lavora in un’azienda di Roma e nel tempo libero si diletta nella scrittura. A dicembre 2012 ha pubblicato un romanzo in versione e-book (Sinnerman, casa editrice Drops Edizioni), nel 2013 ha pubblicato due racconti in versione cartacea (Nothing Else Matters, casa editrice Montegrappa, raccolta Mon Amour!, Sanctae Foedus Amicitiae, casa editrice Montegrappa, raccolta Mes Amis!) arrivati finalisti a due concorsi letterari indetti dalla casa editrice. Beethoven’s Silence ‘… io sono Irina e sono Elise…’, è il suo nuovo romanzo pubblicato a gennaio 2016 dalla casa editrice Lettere Animate.


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Spero vi abbia incuriosito almeno un po' ^^
A presto!





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